Abbiamo bisogno della

ABBIAMO BISOGNO DELLA TUA SOLIDARIETA’!

Il fiume São Francisco è la fonte di vita più importante nel semi-arido Nord-est brasiliano, ospita sulle sue sponde popoli indigeni, comunità afrodiscendenti quilombolas e comunità di pescatori  che vivono delle sue risorse. La costruzione di 7 dighe idrolettriche, unita a grandi investimenti nell’agroindustria, hanno provocato il disboscamento del 95% dei suoi argini, la scomparsa di numerose specie di pesci nativi e la distruzione del ciclo delle maree, che regolava le attività  produttive di queste popolazioni.
Il progetto di trasposizione del corso del fiume, intrapreso dal governo brasiliano, minaccia la vita del fiume e dei popoli tradizionali che da sempre lo rispettano e difendono. Le acque trasposte saranno privatizzate e destinate all’industria pesante e alla produzione agricola estensiva per l’esportazione, a beneficio di latifondisti e imprese multinazionali. Appena il 4% delle acque saranno destinate alla popolazione del semi-arido.
Noi, 33 popoli indigeni del Nordest pregiudicati dal progetto di trasposizione delle acque del fiume Oparà (fiume-mare), conosciuto come fiume São Francisco, vogliamo veder rispettati i nostri diritti e garantire l’integrità dei nostri territori e del nostro fiume, Padre e Madre della Nazione Indigena. Non desisteremo di lottare per la sua rivitalizzazione e contro la sua trasposizione.
Abbiamo bisogno della tua solidarietà. Firma la nostra petizione on-line per il Supremo Tribunale Federale o inviala per posta, perchè sia rispettato il nostro diritto ad essere consultati. Per saperne di più, leggi il dossier “Popoli Indigeni pregiudicati dalla trasposizione del fiume São Francisco”. Per una democratizzazione dell’accesso all’acqua. Per la vita del fiume São Francisco e dei suoi popoli!
-APOINME-    Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo

Eccellentissimo Presidente del Supremo Tribunale Federale
Praça dos Três Poderes
770175900 BRASILIA
Oggetto: Sollecitazione di Udienza Pubblica e Giudizio – Trasposizione del Fiume São Francisco

Egregio Signor Ministro Presidente,

siamo a conoscenza del fatto che il progetto di trasposizione del fiume São Francisco, sotto la responsabilità del Governo Federale, rappresenta una minaccia per l’ambiente e per la vita dei popoli indigeni, delle comunità afrodiscendenti quilombolas e delle comunità tradizionali che vivono lungo le sponde del fiume. Uno dei più forti elementi di contestazione di questo progetto riguarda la violazione del principio costituzionale della partecipazione popolare, poichè non è stata resa possibile l’effettiva partecipazione delle comunità pregiudicate alle udienze pubbliche locali, tra queste 33 popoli indigeni. Per questo il progetto di trasposizione del fiume São Francisco viola il diritto di queste comunità e di questi popoli alla consulta previa, in buona fede e informata, garantito dalla legislazione brasiliana e dalla Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro – OIL. É grave anche la violazione dell’obbligo costituzionale di avere l’autorizzazione del Parlamento Nazionale per l’istallazione di progetti che sfruttino le risorse idriche all’interno di terre indigene, procedimento che non è stato effettuato.

Il 19.12.2007 questo medesimo Supremo Tribunale Federale, nonostante le numerose contestazioni per le irregolarità con cui è stata emessa la licenza ambientale del progetto, ha respinto la richiesta di sospensione dell’opera del Ministero Pubblico Federale, che denunciava nella Azione Civile Originaria – ACO nº 876 il cui relatore è il Ministro José Antonio Dias Toffoli  - le mancanze ed omissioni negli studi di impatto ambientale e rivelava il reale impatto del progetto sulle comunità pregiudicate e sul loro patrimonio immateriale: il rischio di desertificazione, di salinizzazione del suolo e delle acque, tra altri gli aspetti. In quell’occasione, purtroppo, le informazioni scorrette dell’Istituto Brasiliano dell’Ambiente – Ibama – hanno contribuito alla presa di posizione di questo medesimo Supremo Tribunale Federale, poichè affermavano che il progetto non avrebbe avuto impatti su terre indigene. Attualmente, le numerose irregolarità del progetto sono enumerate e contestate nella Azione Popolare – ACO nº 996, presentata da 170 cittadini delle comunità fluviali del São Francisco, anch’essa di competenza del Ministro José Antonio Dias Toffoli, e nella Azione Diretta di Inconstituzionalità – ADI n° 4113/DF, il cui relatore è il Ministro Celso de Mello. Entrambe sono in attesa di giudizio.

Di fronte a questo contesto, l’Articolazione dei Popoli Indigeni del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo – APOINME – insieme ad altre organizzazioni che si occupano di questioni socioambientali, in difesa delle popolazioni tradizionali, hanno prodotto il Report di Denuncia “Popoli Indigeni del Nordest pregiudicati dalla Trasposizione del fiume São Francisco”, che denuncia il crescente processo di violazione dei diritti indigeni, garantiti dalla legislazione nazionale e internazionale. Il documento finale include anche i dati dello studio etno-ecologico realizzato dalla Fondazione Nazionale dell’Indio – Funai, che rivelano l’impatto diretto del progetto nei territori dei popoli Truká, Tumbalalá, Pipipã e Kambiwá, negli Stati di Pernambuco e Bahia.

É in solidarietà a questi popoli che sollecitiamo: 1) la realizzazione immediata di un’UDIENZA PUBBLICA presso il Supremo Tribunale Federale riguardo al progetto di Trasposizione del fiume São Francisco contestato nelle azioni giuridiche citate, affinchè ulteriori chiarimenti tecnici di professionisti delle varie discipline (antropologia, ingegneria, idrografia, geologia, biologia tra le altre), così come le voci dei differenti segmenti sociali ed etnici direttamente pregiudicati, possano contribuire alla decisione di V. Eccellenza – rendendo così realmente democratico il dibattito nella sfera giuridico-istituzionale. 2) il GIUDIZIO IMMEDIATO delle azioni giuridiche che riguardano il progetto, subito dopo la realizzazione dell’Udienza Pubblica, al fine di prevenire l’irreversibilità dei danni ambientali e le violazioni dei diritti delle comunità tradizionali pregiudicate.

In fede,

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